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Visualizzazione dei post da agosto, 2016

Le città sommerse dell’Antico Egitto, al British Museum di Londra (da SKYARTE HD)

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Fino al 27 novembre, al British Museum di Londra è di scena un evento senza precedenti: con Sunken cities Egypt’s lost worlds (Città sommerse. Mondi perduti dell’Egitto) la prestigiosa istituzione britannica accende i riflettori sulle campagne di archeologia subacquea e sul loro importante ruolo nell’identificazione delle civiltà più affascinanti di sempre. Per l’esordio di questa specifica tipologia di evento espositivo, il museo si è concentrato sugli esiti di due recenti missioni archeologiche condotte nell’arco di sei anni a largo della città di Alessandria, in Egitto.  Il risultato è stata la riscoperta di due città dell’Antico Egitto rimaste sul fondo del mare per più di mille anni: la loro storia viene delineata attraverso un emozionante percorso espositivo, cui va il merito di fare luce sul lavoro condotto dall’archeologo di fama mondiale Franck Goddio e dal suo team con tecnologie all’avanguardia. A riaffiorare dalle profondità marine, dopo una sepoltura di oltre...

L'uomo che scoprì i Bronzi: "Non ho mai smesso di cercare nuovi tesori" (da IlGiornale.it)

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Archeologo per passione, 44 anni fa fu protagonista del clamoroso ritrovamento: "Nel nostro mare ci sono ancora gioielli inestimabili"  A Reggio Calabria ancora oggi qualcuno dice che i Bronzi siano tre. Il Bronzo A, quello B e Stefano Mariottini, il sub che li scoprì il 16 agosto del 1972. Una battuta che nasconde molti interrogativi, come in ogni storia italiana. C'è chi sostiene che le statue fossero realmente più di due, almeno sette come i Sette contro Tebe, uno dei quali rappresenterebbe Polinice, il figlio di Edipo «non sepolto» perché traditore della patria. C'è chi dice che qualche statua sia stata trafugata dalla ndrangheta e sia finita in una collezione privata.  Ma che siano eroi o traditori poco importa.  Ormai i Bronzi sono un simbolo della Calabria, figli mai sepolti di una memoria magnogreca difficile da archiviare come passato. Come nel 1998, quando il governo volle duplicarli. Un golpe contro la storia scongiurato da un articolo del settim...

Marzamemi, Chiesa bizantina nei fondali: Soprintendenza e Università Stanford concludono il recupero (da Giornale Siracusa)

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Marzamemi Maritime Heritage Project è un progetto di scavo archeologico subacqueo, un’attività di indagine e ricerca, un’iniziativa per la gestione del patrimonio culturale legato al paesaggio marino nonché allo studio delle antiche rotte e la comunicazione via mare al largo della costa sud-orientale della Sicilia.  A seguito di un lavoro preliminare realizzato nell’autunno del 2012, il progetto ha preso il via nell’estate del 2013, quando la Stanford University – California – e la Soprintendenza del Mare hanno iniziato le operazioni di rilievo e scavo archeologico sulla cosiddetta “Chiesa Bizantina” situata su un fondale di 8 metri nelle secche appena a nord del piccolo borgo di pescatori di Marzamemi.  Il relitto e il suo carico, studiato negli anni ‘60 dal pioniere dell’archeologia subacquea Gerhard Kapitän, è probabilmente affondato mentre trasportava elementi architettonici prefabbricati per la costruzione di una chiesa tardo-antica.  Il lavoro svolto f...